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Fiume delle Perle

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Acque reflue industriali e domestiche: tutto nel fiume. Tanto che alcune zone del suo corso vengono descritte come paludose, oscure e melmose. Non ha certo la lucentezza che il suo nome vorrebbe suggerire. Le autorità cinesi studiano soluzioni immediate

Il nome è evocativo, ma neppure il Fiume delle Perle sfugge all’inquinamento che caratterizza tutti i corsi d’acqua della Cina.
Altro che perle. Oltre all’acqua del sottosuolo, anche quella di superficie risulta drammaticamente alterata. Secondo uno studio del sito “Facts and Details” un terzo delle acque reflue industriali (nel campo delle calzature e dei cosmetici) e oltre il 90% di quelle domestiche finiscono nei fiumi e nei giacimenti d’acqua senza alcun trattamento. E il Fiume delle Perle – più dell’Azzurro e del fiume Giallo – risulta così inquinato che nuotarci dentro oppure mangiare pesce proveniente dalle sue acque è pericoloso. Alcune parti del fiume, nella regione del Guangzhou, sono descritte come paludose, oscure e melmose, tanto che ci si potrebbe camminare sopra.

Negli ultimi anni la Cina ha intrapreso un sostanziosa politica di lotta all’inquinamento. Già nel 2017 le autorità hanno rilevato una diminuzione delle PM2,5 nel delta del Fiume delle Perle pari al 28% in meno rispetto al 2013. E saranno costruite numerose città forestali. Basterà a ridare brillantezza al Fiume delle Perle?

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