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L’Indo scorre tra India e Pakistan, nella regione del Kashmir che è anche zona di forti contrasti politici tra i due paesi. Da sempre svolge un ruolo di primaria importanza per l’irrigazione dei terreni, messo a dura prova dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento

È uno dei corsi d’acqua che più hanno risentito dei cambiamenti climatici in questi ultimi anni specie per le conseguenze dello scioglimento sempre più rapido dei ghiacciai.
L’Indo poi è messo a dura prova dagli scarichi industriali e dalla pesca intensiva, oltre che dalla massa di rifiuti e di plastiche che deve suo malgrado inglobare. Il fiume nasce nella regione del Tibet (Cina) ad un’altezza di 5.182 metri scorrendo attraverso le regioni del Kashmir indiano e pakistano, zona di tensioni politiche tra i due paesi. Ed è soprattutto nel Pakistan che porta beneficio alla popolazione locale: grazie a numerose dighe costruite lungo il suo corso (l’ultima inaugurata pochi mesi fa) e al contributo di tanti affluenti, permette l’irrigazione di un vastissimo territorio. Storicamente l’Indo è da sempre la “porta” dell’India: da qui arrivarono le truppe persiane di Ciro e di Alessandro Magno, il macedone. Più tardi gli inglesi si basarono proprio sul nome di questo fiume per denominare un’intera nazione, l’India.

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